Rotta dei Fenici, itinerari culturali attraverso il Mediterraneo

acropoli

Il turismo è esperienza, occasione per scoprire altri luoghi, la tendenza sembra quella di valorizzare il viaggio. L’itinerario culturale non è visitare monumenti e musei, ma una via per assaporare un territorio.

Con il dottor Antonio Barone, direttore del La Rotta dei Fenici, incontrato al salone nazionale dell’agriturismo, Agrietour, svoltosi ad Arezzo 11-13 Novembre 2016, ho approfondito cosa significhi itinerario culturale internazionale.

Innanzitutto cos’è La Rotta dei Fenici?
La Rotta dei Fenici è l’itinerario culturale che attraversa e unisce 18 Paesi del Mediterraneo, in 3 continenti. Il Consiglio d’Europa nel 2003 ha inserito La Rotta, nel Programma Itinerari Culturali promosso sin dal 1987 con il Camino di Santiago de Compostela e che oggi certifica 32 itinerari, di cui 22 passano per l’Italia. Si tratta di percorsi culturali e turistici con valenza identitaria e paesaggistica.

Percorrendo a piedi queste vie, fin dall’antichità  si è creato il senso dell’Europa, si sono scambiati i saperi, si è creata la comunanza tra persone e quindi tra popoli. Un percorso per essere considerato Itinerario del Consiglio d’Europa deve coinvolgere almeno tre Paesi e avere riconosciuto che il tema trattato sia di evidenza europea. Ma anche l’Organizzazione Mondiale del Turismo, nel quadro di una collaborazione con il Consiglio d’Europa si è interessata alla Rotta dei Fenici.

Infatti sul modello della Via della Seta, è stato avviato un progetto di valorizzazione che è stato recentemente presentato a Londra, in occasione della Fiera Internazionale del Turismo WTM. Nel caso del La Rotta l’itinerario segue idealmente le antiche rotte marittime seguite dai Fenici e dagli altri popoli del Mediterraneo, lungo le quali sono state fondato città, porti e luoghi di scambio per il commercio.

Quando è nata l’idea della Rotta dei Fenici?
Nel 1994 quale proposta del Ministero del Turismo italiano al programma del Consiglio Europeo. All’inizio era un piccolo progetto che riguardava poche nazioni tra cui l’Italia. Il tema è il dialogo del Mediterraneo e le antiche civiltà  mediterranee quale chiave di lettura del presente.

Com’è organizzata La Rotta dei Fenici?
Ente riconosciuto dal Consiglio d’Europa, è una Confederazione internazionale in cui convergono territori e Paesi tramite amministrazioni pubbliche locali e regionali, associazioni ed altri enti rappresentativi delle comunità. Ogni associazione ha la conoscenza del proprio territorio, così riusciamo a garantire al visitatore la massima qualità. Proprio nel riscoprire le tradizioni, anche gli aspetti più semplici del quotidiano, si trovano le radici comuni che risalgono ai Fenici ed agli altri popoli mediterranei.

Tutte le associazioni si muovono in un’ unica direzione, quella dell’itinerario culturale, dove il territorio è l’oggetto della comunicazione, territorio nel senso più ampio dal paesaggio alla comunità che lo vive. Per questo si parla di turismo di comunità e di turismo esperienziale. Ma anche turismo lento e responsabile. Così si applica il principio del G-local: il locale diventa globale facendosi conoscere e apprezzare.

Quali sono le regioni italiane toccate dalla Rotta?
Le regioni in origine erano quelle di chiara origine fenicio-punica, dunque Sicilia e Sardegna. In queste regioni abbiamo già  prodotti turistici sviluppati da diversi anni. Poi è nato il Cammino di Annibale, percorso ideale sulle tracce, quasi invisibili, del condottiero cartaginese. Primo epicentro è stata l’Umbria, ma riguarda anche Puglia, Emilia Romagna, Marche, Campania. Sono in corso ampliamenti anche in Piemonte, Lombardia, Toscana, Calabria, Molise, Abruzzo e Basilicata.

Poi è nata anche la Rete degli Etruschi, alleati dei Fenici, con capofila Cortona e Chianciano Terme che riguarda non solo la Toscana ma anche Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Campania. Infine da quest’anno la Rete Magna Grecia che tocca Puglia, Campania, Calabria e Basilicata. Mentre è in corso di consolidamento una rete sul mondo romano nell’Adriatico.
Questi percorsi infatti, proprio ispirandosi ai Fenici come mediatori con le popolazioni locali, si riconnettono ad altri itinerari fuori dall’Italia. Come ad esempio, il Cammino di Annibale.

Il riconoscimento ottenuto a Londra che significato ha e quali opportunità  offre?
L’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite è il più importante che si occupa del turismo. Dopo l’esperienza della Via della Seta, cui è dedicata una campagna promozionale mondiale proprio quest’anno, che questo ente si dedichi alla Rotta dei Fenici è un prezioso valore aggiunto che porterà  buone conseguenze ai fini della conoscenza dell’Itinerario su scala mondiale.

Naturalmente con questa iniziativa si punta alla promozione e alla divulgazione del concetto nell’immaginario collettivo, ma anche a sviluppare e consolidare buone prassi di fruizione. Per questo è coinvolto direttamente il Consiglio d’Europa, tramite l’Istituto Europeo Itinerari Culturali con sede in Lussemburgo, e la Rotta dei Fenici che ha messo a disposizione il proprio Comitato scientifico internazionale coordinato dalla prof. Alessia Mariotti, Direttore del CAST Center Advanced Studies in Tourism della Università  di Bologna Campus di Rimini.

Questo marchio, unito a quello del Consiglio d’Europa, è una certificazione di qualità  importante per i mediatori turistici (tour operator e agenti di viaggio), per i territori e le comunità  che si affidano a noi, per i viaggiatori che potranno contare su un prodotto su misura per le nuove esigenze del turismo culturale innovativo. Da anni collaboriamo con diversi enti nazionali e regionali del turismo per sviluppare insieme tali prodotti regione per regioni, adesso sarà  più facile collaborare con questi e con altri che vorranno seguire lo stesso percorso virtuoso.

A quale tipo di turista si rivolge La Rotta dei Fenici? Qualche numero e dato?
La Rotta dei Fenici si rivolge a un tipo di viaggiatore responsabile che ama sintonizzarsi con l’autenticità, che viva il viaggio come occasione di scambio tra la sua esperienza e quella del luogo. Il turismo così è arricchimento umano, oltre che economico. Al momento è difficile fornire dati attribuibili direttamente alla Rotta. Infatti, trattando siti culturali i dati si sovrappongono a quelli delle istituzioni locali che li gestiscono.

Abbiamo dei dati solo nostri sulle attività pedagogiche che svolgiamo ogni anno tramite la Rete delle Scuole del Mediterraneo EDU.NET. con cui organizziamo viaggi dell’interculturalità, gemellaggi, attività  educative e pedagogiche, alternanza scuola-lavoro ed altro. Ma abbiamo avviato un progetto di riconoscimento e certificazione di un certo numero di Centri Visita della Rotta dei Fenici nel Mediterraneo, al fine di avere i nostri dati, il prototipo lo stiamo aprendo in Sicilia e sarà  operativo a primavera. Tali centri faranno parte della nostra Rete dei Musei del Mediterraneo ME.MU.NET.

Arrivando nei siti che compongono l’itinerario cosa ci si può attendere?
Oltre ai Centri visita certificati dalla Rotta, ma preferirei chiamarlo centro di incontro ed esperienza, in quanto si tratta di uno spazio dove il visitatore può fare esperienza del territorio, compreso il cibo e la Dieta Mediterranea, ma anche conoscere i prodotti del luogo, incontrare chi ci vive e lavora, scoprire la storia e le storie del territorio.

Un contenitore o meglio uno scrigno con le eccellenze in cui si possa creare lo scambio. Per questo stiamo promuovendo anche una Scuola/Accademia del Turismo esperienziale e creativo ed un incubatore di impresa culturale e creativa. Ciò al fine di creare le professionalità  necessarie alla scoperta dei territori e dei loro patrimoni veri. L’Unesco li ha definiti “facilitatori” quale evoluzione della figura della guida turistica che deve essere anche guida esperienziale.

Da Siracusa a Mozia sarà inaugurata una via attrezzata per il turismo itinerante o in libertà, quali saranno i servizi disponibili?
Un recente accordo tra La Rotta dei Fenici, il mensile di Turismo PleinAir e l’Associazione Produttori Camper, cui stanno aderendo la Rete dei Camping Siciliani, FIAB Sicilia e Agriturist Italia, punta alla promozione del cd turismo in libertà in cui si uniscono le istanze del turismo in camper e quelle delle visite in bike. La Regione Sicilia, Assessorato Turismo, ha sposato subito la proposta e già  a dicembre si terrà  la presentazione del progetto cui seguirà sin dall’inizio del 2017 una serie di appuntamenti.

Progetto pilota di tale iniziativa a sostegno dei territori sarà in Sicilia ed è il percorso Siracusa – Mozia – Erice, seguendo idealmente l’antica via che congiungeva le città  greche di Sicilia, da Selinunte a Siracusa. La prima settimana di Aprile del 2017, in occasione delle Giornate del Mediterraneo Antico, evento di tutta La Rotta dei Fenici contemporaneamente nel Mediterraneo, si terrà  un Camper Tour che seguirà questo percorso e dimostrerà  la bellezza dei luoghi e delle modalità  di visita. Ma è fondamentale il ruolo di promotore turistico del “turismo in libertà”, in grado cioè¨ di valorizzare l’offerta turistica esistente e di crearla in maniera sostenibile dove non c’è. Dunque alla scoperta dei luoghi e delle storie delle comunità. Vogliamo raccontare il Mediterraneo e far conoscere i suoi tesori più preziosi basati sul dialogo e sulla accoglienza.

Informazioni
Italia: http://www.rottadeifenici.movimentolento.it
Progetto internazionale: http://fenici.net

Foto: Comune di Favigna, Consorzio Pantelleria Island, Sara Ferrari

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