Libano da vivere sulle orme dei Fenici tra valli, mare e siti archeologici

Il Libano è una nazione estesa all’incirca quanto l’Abruzzo, con 4 milioni di abitanti, il mare, due catene montuose parallele, Libano e Antilibano, con vette oltre i 2000 metri, ha un territorio fertile, vi crescono la vite e i banani, alberi giganti, è patria dell’alfabeto e dei Fenici. I Libanesi sono un popolo complesso e intricato, con ben 18 confessioni religiose diverse e una cucina strepitosa.

Il breve viaggio in Libano, sulle tracce dei Fenici, alla scoperta delle bellezze naturali e del suo seducente fascino, mi ha lasciato la forte la volontà di tornare. Nell’attesa di proseguire il viaggio, metto in ordine le emozioni e i ricordi.

L’immagine che ci portiamo dei Fenici è quella di un popolo, che molto prima dei Romani, partendo dalla Terra dei cedri, navigò in lungo e in largo, anche oltre le Colonne di Ercole, intessendo una fitta rete di scambi commerciali.

Per i moderni internauti sembra impensabile come un piccolo popolo abbia così tanto navigato, con mezzi “rudimentali” lasciando tracce e eredità ancora presenti nella cultura mediterranea.

Il Libano è proprio un gioiellino, piccolo ma dotato di tutte le attrattive.

A circa 20 km da Beirut, in direzione nord, nella valle di Nahr El Kalb si possono visitare le Jeita Grotto. Due caverne impreziosite da quelle straordinarie creazioni dal nome scientifico stalattiti e stalagmiti, ma che nel regno dell’impalpabile fantasia sono velieri, castelli, funghi, fiori magici, mostri o cavalieri. La grotta superiore, lunga 2200 m, di cui 700 percorribili, ha una temperatura costante di 20 °. La sinfonia
casuale suonate dalle gocce d’acqua amplificano il fantasmagorico spettacolo, per sognare basta aprire bene orecchie e gli occhi.

Poco distante si accede alla galleria inferiore, qui a bordo di una piccola barca si naviga nell’incantato fiordo che si insinua tra broccati di pietra e acqua di cristallo. Jeita Grotto sono comode, nella grotta superiore l’unica attenzione è la pavimentazione bagnata, in quella inferiore si sta seduti, si raggiungono tramite due micro tratti uno in funicolare, l’altro in trenino. (http://www.jeitagrotto.com)

Seguendo la linea di costa da Beirut in direzione nord a circa 40 km si trova Byblos. I Fenici stessi ritenevano che Jbeil fosse stata fondata nella notte dei tempi dal dio El. Jbeil è tra le città più antiche del pianeta, sorta nel 7000 a.C. e da allora abitata ininterrottamente. Il nome Byblos fu dato dai Greci, tanto era l’importanza di questa città per l’acquisto dei papiri (byblos).

Il sito archeologico di Byblos è dominato dal castello dei Crociati, appena fuori dalle possenti mura si inciampa in un groviglio di civiltà, come trappole temporali, il tempio fenicio degli obelischi, il teatro romano, il tempio a L, una tomba fenicia, la grande casa abbandonata. Tratti di binari arrugginiti, senza direzione, l’odore dell’erba evidenziano lo sciabordio di immagini, culture che qui si sono amalgamate. Gli scavi proseguono, con estrema cautela per non perdere la trama della stratificazione, alcuni monumenti sono stati smontati e ricollocati. All’interno dell’area archeologica è allestito un piccolo museo, i reperti più importanti si trovano al Museo Nazionale di Beirut.

Questo concretezza mistica del tempo si rivive nel laboratorio museo le Memory of time / Mémoire du Temps. Sulla piazzetta dove si trova l’ingresso del sito archeologico c’è un delizioso suq, piuttosto turistico, e curioso. Memoir du temp è semplice da individuare, ha la vetrina piena di fossili. Piccoli animali, in particolare pesci, intrappolati per sempre, riportati ai nostri sguardi da mani sapienti. Le lastre di pietra calcarea vengo aperte e balzano fuori vividi pesci; lo stato di conservazione è ottimo, dettagliato. I fossili provengono dalla vicina Hgula, sito famoso per fauna ittica fossilizzata. L’attività iniziata dal nonno George, oggi Joseph, Pierre e Albert continuano a decifrare i racconti incisi nella pietra dalle immagini dei piccoli prigionieri. (http://www.memoryoftime.com/home)

La popolazione di Byblos era particolarmente devota ad Adone. La spiegazione ci conduce al Jab Mosul dove scorre il fiume Adonis, che sfocia vicino a Jbeil.

Per una particolare presenza di ferro nel terreno al verificarsi di certe condizioni climatiche, l’acqua si tinge di rosso. Per i Fenici segnava la morte di Adone, allora gli abitanti risalivano il fiume compiendo un pellegrinaggio rituale lungo la valle sacra. La Adonis Valley è parte del Jabal Moussa, riconosciuta nel 2009 dall’UNESCO come area MAB (man and biosphere). Il rapporto antico tra l’uomo e queste montagne sono testimoniate anche da ritrovamenti romani. Nel territorio della Riserva sono presenti piccoli centri urbani, minuscoli villaggi. Gli abitanti sono parte attiva del parco, si coltivano e si raccolgono frutti, erbe aromatiche per produrre marmellate, miele, tisane, che sono acquistabile nei negozi di Beirut, nel centro visita e anche on line. (http://www.jabalmoussa.org)


Dove Mangiare

Karem 3a Dareb
La trattoria che ognuno vorrebbe sotto casa. Ambiente familiare, lindo, con piatti della cucina popolare eseguiti in maniera saporita, leggera. Una trentina di chilometri da Beirut, quasi di passaggio tra il Jabal Moussa e la capitale. Sulla tavola piombano colori, profumi, frutta secca, menta fresca a profusione, tartare di carne, spiedini, labneth cioè sfere di yogurt stagionato. La crema di ceci (humus) e di melanzane sono un velo al palato, con un gusto morbido e persistente. Difficile scegliere tra la curiosità di assaggiare ogni piatto o immergermi fino in fondo in alcuni. http://karem3adareb.com

Le Mezze sono la combinazione di assaggi deliziosi, antipasti misti, che include alcuni piatti obbligatori. Tra i piatti freddi, Hummus, Moutabal or baba ghanouj (la salsa di melanzane), Taboulé, Fattouch (ricca insalata mista), Chanklish (formaggio caprino), i piatti caldi, Makanek sausages (salsicce speziate di carne di montone o pollo), Fatayer (focaccine ripiene), Sambousek (piccoli panzerotti ripieni), Fegatini di pollo stufati, patate alle speziate. In genere vengono serviti piatti con foglie di menta, portulaca, cipolla fresca. La varietà completa può arrivare fino a 35 piatti diversi.

Info
Info@tourguideslb.com
Hidden Lebanon: https://www.facebook.com/HiddenLebanon/?fref=ts
hiddenlebanon@gmail.com
Geo Club Liban: https://www.facebook.com/geoclubliban/?fref=ts
geoclubliban@gmail.com

In collaborazione con La Rotta dei Fenici
www.fenici.net

Foto di Maria Luisa Bruschetini

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